Il terremoto che ha sconvolto l'aquilano e l'Abruzzo

La notte del 6 aprile del 2009 il centro de L'Aquila ha subito pesantissimi danni per un terremoto che ha raggiunto una Magnitudo di 5.9 sulla scala Richter. Il terremoto ha provocato 308 morti, circa 1500 feriti ed ha causato lo sfollamento di circa 65mila persone. La sequenza sismica si è protratta a lungo e solo nelle 48 ore successive sono state registrate più di 350 scosse.

Il terremoto è stato avvertito su una vasta area comprendente tutto il Centro Italia, fino a Napoli, causando panico tra la popolazione, e inducendola a riversarsi in strada. La regione più colpita è stata l'Abruzzo, seguita dal Lazio. Alcuni lievi danni sono stati riscontrati nella zona di Ascoli Piceno. Secondo le stime del Governo Italiano i danni ammontano a circa 10 miliardi di euro.

La frazione di Onna è assurta al onore delle cronache perché praticamente rasa al suolo con oltre l'80% degli edifici distrutti ed il 20% rimanente danneggiati in maniera irreparabile. Stesso destino è toccato a molte frazioni nelle immediate vicinanze del epicentro.

La regione però ha trovato le forze per ripartire e ricostruire. Non si contano i casi di volontari che si siano spesi per aiutare i terremotati. Forse la storia più conosciuta è quella di Dario Pallotta, esterno della quadra del Rugby si è caricato sulle spalle una donna anziana con tutta la bombola dell'ossigeno che le serviva per respirare e l'ha tratta in salvo. Il suo compagno pilone Lorenzo Sebastiani, ventenne, è invece tra le vittime del terremoto.

Non si contano gli edifici storici o pubblici che hanno subito danni di varia entità per il terremoto. Molte chiese sono crollate, ma la polemica si è scatenata per i crolli di alcuni edifici pubblici di recente costruzione.

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